Dazi sui pacchi low cost: cosa cambia dal 1° luglio per gli acquisti online

Pacchi cinesi, addio franchigia: dal 1° luglio 2026 stop alle esenzioni sotto i 150 euro

L’Agenzia delle dogane si prepara al superamento della franchigia doganale per i pacchi low cost importati nell’Unione europea, fornendo le prime istruzioni operative sulle procedure e sui tracciati dichiarativi. È quanto emerge dall’avviso pubblicato il 15 maggio dall’Agenzia.

 

Dal 1° luglio 2026, infatti, tutte le spedizioni di valore inferiore a 150 euro provenienti dalla Cina e dagli altri Paesi extra-Ue saranno soggette ai dazi doganali.

 

Il regolamento Ue 2026/382 del Consiglio ha abolito la soglia de minimis, che consentiva l’esenzione dai dazi per le spedizioni sotto i 150 euro.

Perché viene abolita la franchigia doganale

Una misura ritenuta necessaria dal legislatore europeo, alla luce del vertiginoso aumento degli acquisti di prodotti di modico valore sulle piattaforme di e-commerce, che ha reso sempre più difficile per le autorità competenti effettuare controlli sistematici ed efficaci sui beni importati.

Anche i dati raccolti dall’Agenzia delle dogane nel 2024 confermano la crescita del fenomeno.

  • Le dichiarazioni liquidate sono aumentate del 56,6%, passando da 59,8 milioni a 93,6 milioni.
  • Per le sole dichiarazioni H7, utilizzate per i pacchi di valore inferiore a 150 euro, l’aumento è stato del 61,5%, da 54,2 milioni a 87,5 milioni, anche per effetto di pratiche elusive come la sottovalutazione dei beni importati e il frazionamento artificiale delle spedizioni.

Il nuovo dazio di 3 euro e il periodo transitorio

Il superamento della franchigia sarà graduale. Dal 1° luglio 2026 al 1° luglio 2028 si applicherà un regime transitorio che prevede un dazio fisso di 3 euro.

Come si applica il nuovo dazio

La tariffa unica sarà applicabile a ciascun “articolo” dichiarato all’importazione. Di conseguenza, il dazio non aumenterà in presenza di più pezzi dello stesso prodotto classificati alla medesima voce doganale, ad esempio più t-shirt.

La misura crescerà invece in presenza di articoli differenti classificati sotto diverse voci doganali: acquistando, ad esempio, una t-shirt e un paio di jeans, il dazio complessivo sarà pari a 6 euro.

Dal 1° luglio 2028 è invece prevista la piena entrata a regime del nuovo sistema, con applicazione dei dazi previsti dalla Taric, la tariffa doganale comune dell’Unione europea.

Con la riforma del Codice doganale sarà infatti operativo il nuovo Data Hub europeo, un centro dati doganale unico che consentirà di trasmettere le informazioni sulle merci attraverso una piattaforma centralizzata.

Il sistema permetterà di applicare a ciascun prodotto le specifiche misure tariffarie previste dalla Taric, con aliquote differenziate in base alla tipologia di bene importato.

Le istruzioni operative dell’Agenzia delle dogane

L’avviso dell’Agenzia delle dogane fornisce già i primi chiarimenti operativi per le dichiarazioni presentate dal 1° luglio 2026.

In particolare

  • sarà eliminato il codice regime C07, oggi utilizzato per accedere all’esenzione dai dazi
  • continueranno a essere utilizzati i codici F48 (Ioss) e F49 (regime speciale)
  • si aggiungerà il nuovo codice F53 per le operazioni assoggettate a Iva ordinaria

L’avviso chiarisce inoltre che il nuovo dazio sarà applicabile indipendentemente dal regime di riscossione Iva utilizzato e a prescindere dal tracciato dichiarativo adottato (H1, H6 o H7).

Le Dogane evidenziano anche la natura di “diritto doganale” del nuovo prelievo, con la conseguenza che il dazio concorrerà alla formazione della base imponibile Iva.

Infine, dal 1° novembre 2026 entreranno in vigore nuovi obblighi relativi agli identificativi di prodotto (product identifiers), destinati a rafforzare le attività di analisi del rischio e i controlli sulle spedizioni e-commerce.

 

Avv. Sara Armella

Avv. Tatiana Salvi

Scopri i prossimi corsi in partenza