Accordo UE-Mercosur: CBAM, EUDR e impatti sugli scambi commerciali
L’Accordo tra Unione europea e Mercosur si perfeziona nel mezzo di una combinazione senza precedenti di crisi sistemiche, ridefinendo il ruolo della politica commerciale internazionale, non più intesa come mero strumento di deregolamentazione tariffaria, ma anche come leva di governance climatica globale.
Davanti alle emergenze della perdita di biodiversità, dell’inquinamento e dei cambiamenti climatici, i due blocchi riaffermano la necessità di un mercato aperto, trasparente e basato su regole condivise.
La clausola di non regressione e gli impegni ambientali
Il negoziato, tuttavia, ha dovuto bilanciare il diritto sovrano di ciascuna parte di determinare le proprie politiche interne con l’obbligo di non indebolire i livelli di protezione ambientale e del lavoro al fine di incentivare artificialmente il commercio o gli investimenti, cosiddetta “clausola di non-regressione” (art. 18.2, Accordo UE – Mercosur).
Il principio cardine stabilisce che le misure di sostenibilità debbano promuovere un innalzamento degli standard senza mai tradursi in una restrizione dissimulata del commercio o in una discriminazione arbitraria.
Le nuove filiere strategiche per la transizione ecologica
In tale prospettiva, l’intesa funge da piattaforma bilaterale per l’attuazione degli accordi internazionali, formalizzando l’impegno a prevenire la deforestazione e a incrementare la copertura boschiva a partire dal 2030 (par. 15, Allegato XVIII, Accordo UE – Mercosur).
Per superare le storiche resistenze e garantire benefici economici tangibili, l’intesa tra i blocchi prevede lo sviluppo congiunto di catene del valore interregionali in settori altamente strategici per la decarbonizzazione:
- l’estrazione responsabile di minerali critici
- la filiera della mobilità elettrica (dalle batterie agli ioni di litio alle infrastrutture di ricarica)
- la produzione di idrogeno verde
- i biocarburanti sostenibili (par. 31, Allegato XVIII, Accordo UE – Mercosur)
Risk Classification e incentivi: il nuovo approccio dell’Accordo UE-Mercosur
Per mitigare l’impatto asimmetrico delle nuove normative sui produttori sudamericani, l’Accordo introduce un innovativo approccio cooperativo basato su incentivi positivi.
Entro un anno dall’entrata in vigore, verrà istituito un elenco di prodotti originari del Mercosur che contribuiscono attivamente alla conservazione e alla gestione sostenibile degli ecosistemi vulnerabili; tali beni beneficeranno di un accesso preferenziale o aggiuntivo al mercato unico europeo (par. 39, Allegato XVIII, Accordo UE – Mercosur).
La Risk Classification e i controlli doganali
Sul piano della vigilanza, l’Unione europea ha integrato i meccanismi di verifica doganale con i processi di classificazione del rischio del Paese, “risk classification” (par. 55, lett. a), Allegato XVIII, Accordo UE – Mercosur).
Nel valutare la conformità delle merci, le Autorità doganali europee non imporranno controlli unilaterali indiscriminati, ma utilizzeranno come fonti primarie le licenze, i dati e i sistemi di tracciabilità ufficialmente riconosciuti e registrati dagli Stati del Mercosur, valorizzando l’architettura regolatoria interna dei Paesi esportatori.
CBAM e Accordo UE-Mercosur: gli effetti sulle relazioni commerciali
Il Carbon Border Adjustment Mechanism (CBAM) rappresenta lo strumento più innovativo e discusso della politica commerciale dell’UE, concepito per internalizzare i costi del carbonio ed evitare il rischio di carbon leakage.
Applicando un prelievo sulle emissioni incorporate in settori ad alta intensità energetica e dipendenti dalle importazioni (cemento, ferro, acciaio, alluminio, elettricità, idrogeno e fertilizzanti), il CBAM incide direttamente sulla competitività dei partner commerciali.
Le criticità per agricoltura, fertilizzanti e industria
Nel contesto UE-Mercosur, l’applicazione del meccanismo ha generato profonde frizioni, in particolare nel comparto dei fertilizzanti e dell’acciaio.
Le stime ufficiali degli organismi internazionali (come l’UNCTAD) evidenziano come l’introduzione rigida del CBAM rischi di contrarre il benessere economico (welfare) e i termini di scambio dei Paesi in via di sviluppo fino all’1,1% negli scenari con prezzi del carbonio più elevati.
Le tensioni si sono rese palesi a fine 2025 quando Italia e Francia, che sono i maggiori produttori agricoli europei, si erano rifiutate di sottoscrivere l’accordo, accogliendo le forti preoccupazioni dei propri agricoltori circa l’afflusso di prodotti agroalimentari a basso costo (come carne bovina e zucchero) e il simultaneo rincaro dei fattori produttivi, aggravato da costi dei fertilizzanti che hanno raggiunto livelli altissimi, circa il 60% in più rispetto al 2020.
Per sbloccare lo stallo e garantire la parità competitiva senza soffocare la filiera agroalimentare UE, la Commissione europea è intervenuta a inizio gennaio 2026 riducendo i dazi all’importazione su alcuni fertilizzanti e annunciando una cornice legislativa per consentire sospensioni temporanee del prelievo sul carbonio alle frontiere per il solo comparto dei fertilizzanti.
In parallelo, per controbilanciare gli oneri del CBAM, Bruxelles ha disposto l’azzeramento dei dazi standard su componenti chimici essenziali come l’ammoniaca anidra (dazio del 5,5%) e l’urea (dazio del 6,5%).
In tale contesto, la Presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, ha annunciato agli agricoltori europei la concessione di un accesso anticipato a un pacchetto di aiuti da 45 miliardi di euro, a partire dal 2028, nel quadro della futura Politica Agricola Comune (PAC) .
L’Accordo ha ottenuto il sostegno finale dell’Italia, venendo siglato il 17 gennaio 2026 con una maggioranza qualificata del 65% .
EUDR e l’estensione globale degli standard europei: il “Brussels Effect”
L’European Union Deforestation Regulation (EUDR) vieta tassativamente l’accesso al mercato unico delle merci legate a fenomeni di deforestazione o degrado forestale successivi al 31 dicembre 2020, colpendo direttamente l’export di materie prime cruciali per il Mercosur, quali la soia e i prodotti zootecnici.
Imponendo un regime di due diligence obbligatoria basato sulla raccolta di coordinate geografiche e dati satellitari di tracciabilità, l’UE esercita pienamente il cosiddetto “Brussels Effect”, ossia la capacità di standardizzare le catene globali del valore sfruttando l’attrattività del proprio mercato interno.
Le difficoltà di adeguamento per le imprese del Mercosur
L’implementazione dell’EUDR ha sollevato notevoli criticità tecnico-operative. I produttori del Mercosur hanno evidenziato come i costi amministrativi e tecnologici legati alla geolocalizzazione dei terreni, stimati in un incremento dei costi operativi tra il 5% e il 10% , rischino di escludere dal commercio internazionale i piccoli coltivatori, privi delle infrastrutture necessarie.
Parallelamente, le difficoltà di adeguamento delle filiere globali, le complessità nell’integrazione dei sistemi di tracciabilità e le pressioni provenienti da diversi partner commerciali e operatori economici hanno indotto l’Unione europea a posticipare l’applicazione del regolamento:
- l’entrata in vigore è stata rinviata alla fine del 2026 per le grandi imprese
- alla metà del 2027 per le piccole e medie imprese
Al fine di consentire un più graduale adeguamento dei sistemi di monitoraggio e compliance.
UE-Mercosur: conditional trade e prospettive future
L’intersezione tra l’Accordo UE-Mercosur, il CBAM e l’EUDR formalizza l’avvento di un modello di conditional trade, in cui l’accesso al mercato commerciale più ricco del mondo è subordinato al rispetto di stringenti parametri ecologici e di sostenibilità.
Le dinamiche negoziali che hanno preceduto la firma del gennaio 2026 dimostrano che la transizione ecologica non può procedere tramite imposizioni normative asimmetriche che ignorino la sovranità regolatoria o le specificità economiche dei Paesi partner.
Il compromesso finale, caratterizzato da flessibilità temporanee sui dazi industriali, rinvii tecnici della due diligence e l’introduzione di liste premiali per i prodotti ecologici, delinea la complessa via diplomatica necessaria per conciliare l’ambizione climatica globale con la stabilità delle catene del valore internazionali.
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Bibliografia
Accordo UE-Mercosur, Allegato XVIII, Commercio e sviluppo sostenibile.
UNCTAD, A European Union Carbon Border Adjustment Mechanism: Implications for developing countries, 14 luglio 2021, https://unctad.org/publication/european-union-carbon-border-adjustment-mechanism-implications-developing-countries
Philip Blenkinsop, Kate Abnett, L’UE ridurrà i dazi sui fertilizzanti per favorire l’Accordo commerciale con il Mercosur, 7 gennaio 2026, in Reuters
Commissione europea, Dichiarazioni alla stampa dei commissari Hansen, Šefčovič e Várhelyi, insieme alla ministra cipriota Maria Panayiotou, a seguito della riunione dei ministri dell’agricoltura dell’UE, 7 gennaio 2026, https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/it/speech_26_47
Francesco Basso, Mercosur, c’è la maggioranza: via libera degli Stati Ue all’accordo di libero scambio. Ecco i cinque Paesi che hanno votato contro, 9 gennaio 2026, in Il Corriere della Sera
Commissione europea, Regulation on Deforestation-free Products, https://environment.ec.europa.eu/topics/forests/deforestation/regulation-deforestation-free-products_en
Rayssa Yuki Murakami Lima, Claudia Azevedo-Ramos, Rodrigo Fagundes Cezar, Expected effects on Brazil from the EU Regulation on Deforestation-Free Products, gennaio-marzo 2025, n. 13 in CEBRI Jounral, https://cebri.org/revista/en/artigo/197/expected-effects-on-brazil-from-the-eu-regulation-on-deforestation-free-products
Commissione europea, Rinvio fino a dicembre 2026 e altri sviluppi nell’attuazione del Regolamento EUDR, 28 gennaio 2026, https://trade.ec.europa.eu/access-to-markets/en/news/delay-until-december-2026-and-other-developments-implementation-eudr-regulation
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